Fonetica inglese

Approfondimenti di fonetica inglese

...[S]tudi recenti dimostrano chiaramente che addestramenti mirati di tipo uditivo-articolatorio, che nei programmi scolastici non sono previsti, consentono di rimodulare la plasticità neuronale delle cortecce [cerebrali] e discriminare suoni non nativi anche da adulti in tempi ragionevolmente brevi. Da un lato, il Common European Framework of Reference for Languages (…) dimostra piena consapevolezza delle questioni complesse implicate nel raggiungimento della competenza fonetico-fonologica [di una seconda lingua], sia per la percezione che per la produzione; dall’altro, i programmi ministeriali, e a volte gli stessi insegnanti, non sembrano per niente propensi ad attuare tutte le strategie idonee a colmare questo gap didattico cruciale per il controllo [di una seconda lingua]. Anche ipotizzando che in un contesto scolastico si riesca ad acquisire la maggior parte del dizionario, delle strutture morfosintattiche e delle strategie pragmatiche di una [seconda lingua], il fatto di non poter comprendere e farsi comprendere da un parlante nativo di quella lingua vanifica tutto il lavoro fatto in classe.
(Grimaldi (2019),Il cervello fonologico; pp. 105-106; Carocci editore)

Conoscere la fonetica dell’inglese ci aiuta non solo ad essere compresi meglio ma anche a comprendere con più facilità i nativi. È importante sapere che, anche se i nostri interlocutori capiscono cosa stiamo dicendo, una nostra pronuncia inesatta potrebbe risultare buffa o irritante; oppure potrebbe indurre chi ci ascolta a distrarsi, o addirittura a smettere di prestare attenzione a ciò che stiamo dicendo. Inoltre, pareri ed opinioni circa la nostra abilità nel parlare l’inglese dipendono molto dall’impressione che fa la nostra pronuncia su chi si sta interfacciando con noi: se la nostra pronuncia è scarsa, il nostro inglese verrà giudicato scarso, anche se abbiamo un livello avanzato in termini di conoscenza della grammatica, vocabolario, lettura e scrittura.



Priorità essenziali

Nell'accingersi ad apprendere la pronuncia dell'inglese (o di una qualsiasi altra lingua straniera), bisogna considerare sin da subito le seguenti fondamentali priorità.

1

Imparare prima di tutto a distinguere i suoni più importanti (fonemi), quelli cioè che hanno la capacità di cambiare il significato delle parole.

2

Imparare a produrre questi suoni in diversi contesti: ad esempio prima di un suono vocalico, tra suoni vocalici, o prima di un suono consonantico, ma anche in posizione iniziale, centrale, e finale di parola. Bisogna perciò prestare molta attenzione alle possibili varianti fonetiche di ogni singolo fonema.

3

Scoprire quali pronunce, per quanto esse siano comprensibili, potrebbero irritare, distrarre o far ridere il nostro interlocutore.

4

Ottenere una pronuncia ‘perfetta’ è molto difficile; inoltre, è importante sottolineare che, a differenza dell'italiano, in inglese esistono svariate oscillazioni di pronuncia per uno stesso termine anche tra parlanti colti definibili come appartenenti alla stessa tipologia d'accento.

5

Bisogna, quindi, cercare di adottare una pronuncia accettabile che possa essere compresa da ogni nativo senza alcuna difficoltà e senza che essa provochi distrazione o particolare irritabilità in chi ascolta. Acquisire ciò non implica, però, soltanto l'apprendimento della corretta articolazione dei singoli suoni vocalici e consonantici, ma anche e soprattutto l'accurato utilizzo degli stessi in fonotassi, cioè nella catena parlata.

6

In inglese, ancor più che in lingue come l'olandese o il tedesco, alcune parole estremamente comuni come ad esempio molte preposizioni o i verbi ausiliari, cambiano di pronuncia (a volte in modo considerevole e del tutto inaspettato) a seconda della loro posizione nella frase, del ritmo, dello stile o della velocità dell'enunciato: le cosiddette strong e weak forms, assieme alle forme contratte, tutte generalmente trascurate nell'ambito dell'insegnamento, sono spesso fonte di assoluta confusione per gli apprendenti.

7

Infine, è essenziale maturare un'adeguata consapevolezza delle caratteristiche riguardanti l'accento lessicale e sintattico, nonché dell'intonazione, quest'ultima ritenuta generalmente più complessa e ‘sofisticata’ delle intonazioni delle maggiori lingue parlate al mondo.


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L’inglese medico-scientifico: pronuncia e comprensione all’ ascolto

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